Chi l'ha detto che la lingua francese è condannata al declino? É vero che non è più, come è stata a lungo in passato, la lingua franca internazionale, l'idioma della diplomazia, degli scambi e della cultura. Questo ruolo, che il francese aveva ereditato dal latino, lo ha ormai da tempo ceduto all'inglese. Eppure la lingua di Balzac e Proust è destinata a una spettacolare diffusione. Se oggi la parlano circa 220 milioni di persone, a metà secolo saranno oltre settecento milioni. Il fenomeno è legato a due fattori, la storia coloniale della Francia e gli altissimi tassi di crescita demografica di molti fra i paesi usciti da quella esperienza, per esempio dei paesi africani a suo tempo dominati da Parigi. Ma a questa domanda potenziale in forte crescita deve corrispondere un'adeguata offerta.
Per questo l'Institut Français, che ha come compito statutario proprio la difesa e la diffusione di questa lingua e di questa cultura, ha lanciato un programma denominato “Centomila professori per l'Africa”. É destinato a colmare le lacune di personale e di mezzi, che limitano oggi l'insegnamento del francese. Con l'aiuto delle più aggiornate tecnologie, si cercherà fra l'altro di superare le superstiti resistenze di chi esita davanti a una lingua, che è sì un efficacissimo strumento di comunicazione e di cultura, ma richiama pur sempre la passata soggezione coloniale.
